Benvenuti a una nuova intervista della rubrica My Erasmus+!
Oggi vi proponiamo il racconto di una nostra ex studentessa, Elisa, che ci ha descritto la sua esperienza all’interno del programma Erasmus+, nell’estate del 2016, poco prima di iniziare il suo terzo anno accademico.
Ciao, Elisa!
Dove sei stata? Cosa ti ha portato a scegliere questa destinazione?
Il mio tirocinio è durato due mesi e si è svolto presso un’agenzia di interpretariato e traduzione a Newbury (Reading). Una mia collega aveva svolto il tirocinio in questa agenzia un anno prima e me ne aveva parlato molto bene. Volevo provare un’esperienza lavorativa in Inghilterra in un’agenzia di questo tipo, perciò è stato semplice scegliere questa tra tutte le offerte di tirocinio lavorativo.
Dove hai svolto il tirocinio? Di che cosa ti occupavi?
L’agenzia si chiama Prestige Network, ha sede a Newbury e ha sia un dipartimento di interpretariato sia uno di traduzione. Per quanto riguarda l’interpretariato, è un’agenzia di booking, perciò ricevono le richieste dai loro clienti (privati e nel settore pubblico) e si occupano di affidare l’incarico agli interpreti che fanno parte del loro network. Nel dipartimento di traduzione, invece, lavorano i project manager, ossia i responsabili di progetto di traduzione. Io ho lavorato in entrambi i dipartimenti. Al mattino registravo nel server i lavori e le parcelle da riconoscere agli interpreti e nel pomeriggio lavoravo nel dipartimento di traduzione. Ho potuto imparare il lavoro da project manager e li aiutavo quando c’era da revisionare le traduzioni prima di riconsegnarle ai clienti.
Cosa hai imparato durante la tua permanenza all’estero?
Da un punto di vista lavorativo è stato molto utile vedere come lavora un project manager, come cura un progetto di traduzione dall’inizio alla fine. All’università svolgiamo lavori di traduzione ed è stato interessante conoscere come la figura del project manager gestisce i progetti di traduzione che vengono poi consegnati al traduttore che può lavorare da solo oppure condividere il progetto con diversi colleghi. A livello personale è stata un’esperienza che mi ha insegnato molto. Lavorare con un team di colleghi provenienti da diverse parti del mondo permette di imparare non solo il lavoro, ma anche nuove dinamiche di collaborazione e spirito di adattamento.
Hai ritenuto utile il tuo soggiorno all’estero? Perché?
Non era la prima volta che vivevo per diversi mesi all’estero, ma questa volta era per motivi lavorativi e non di studio perciò è stata un’esperienza completamente diversa. Vivere in un altro Paese ti insegna tanto non solo sulla conoscenza degli altri, ma anche di te stesso. È un’esperienza che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita.
Consiglieresti la partecipazione al programma Erasmus+? Perché?
Per il tipo di studi che facciamo in questa università penso che sia imprescindibile un’esperienza lavorativa all’estero. Il programma Erasmus+ offre questa opportunità e consiglio a tutti gli studenti di coglierla, soprattutto se si tratta di offerte di lavoro inerenti all’interpretariato e alla traduzione. Io sono rimasta molto soddisfatta del mio tirocinio in Inghilterra.
Grazie mille, Elisa!
Grazie a voi, ciao!


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